Università di Lecce
Facoltà di Scienze della Formazione
Corso di Laurea in Sociologia
Tesi di laurea in Sociologia politica
Esperienze e strumenti di cittadinanza attiva
e politiche giovanili
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Una lettura dei dati.
Viste le premesse e le finalità di questa ricerca risulterebbe presuntuosa una analisi esaustiva dei fenomeni indagati; si offre una traccia, una possibile lettura alla luce anche dei concetti sviluppati nella parte precedente alla descrizione della ricerca.
Il filo che percorre un po' tutte le domande è la forte voglia di partecipazione, il consistente distacco dalle istituzioni, la modalità della proposta che prevale sulla protesta. Giovani delusi dall'esistente ma anche ottimisti e pronti a spendersi in prima persona a partire dagli ambiti di più diretto coinvolgimento, senza sovvertire il mondo, ma collaborando con esso. Le vecchie visioni coesistono con le nuove istanze, che classificheremmo come “postmaterialiste” e sembra delinearsi la tendenza alla polarizzazione fra “cittadini del mondo” e “cittadini locali”: i primi con un sistema di valori e un set di modalità partecipative postmoderne, i secondi fermi alle prassi del secolo scorso, che coniugano la partecipazione nelle forme più elementari e l'informazione legata ai massmedia tradizionali. Va emergendo la nuova classe dei “cittadini globali” che articolano il concetto di partecipazione in ambiti che si rigenerano e si espandono, che vogliono essere coinvolti in tutti i settori della vita che li riguardano, ma anche contribuire alla costruzione del mondo; che preferiscono la mobilitazione diretta alla rappresentanza, che preferiscono internet alla tv, che rispondono allo scontento dello scenario contemporaneo con proposte collaborative, senza porsi come “corporazione”, esprimendo una caratteristica peculiare del movimento “altermondialista”: la voglia di cambiare il mondo fondando uno sviluppo umano su basi sostenibili più che “tirare acqua al proprio mulino”.
Sottesa alle prassi e alle aspirazioni si delinea una visione del mondo come un ecosistema globale interdipendente, dall'ecologia al sociale, al politico. Alla visione “razionalista” che scompone il mondo in settori e mira all'efficienza a compartimenti stagni, visione su cui si è fondato il paradigma neoclassico in economia, si affianca una visione olistica, che disegna futuribili scenari di “altri mondi possibili”, fondando paradigmi che partono dalle categorie dell'Europa illuminista e si contaminano con le visioni altre, dalla partecipazione del SudAmerica alla spiritualità orientale allo spirito di comunità ed economie di reciprocità africane.
Il mondo globalizzato tende ad incrementare le dinamiche di coinvolgimento ma anche di esclusione tanto fra Stati quanto soprattutto fra le persone, all'interno degli stessi Stati fautori del globalismo.
Conclusioni
Il percorso di indagine ci ha offerto l'immagine di una democrazia che si sta rifondando su nuovi presupposti: la “partecipazione”, il nuovo concetto di “cittadinanza” che arriva a mettere in discussione anche i fondamenti finora indiscutibili delle democrazie occidentali come la proprietà privata e il mercato.
L'analisi di alcuni documenti riguardanti politiche giovanili, a livello europeo, nazionale e regionale, hanno permesso di cogliere i diversi paradigmi sottesi: la categoria “giovani” varia da quella dell'attuale Commissione Europea che orienta il focus sull'accezione di “giovani lavoratori” per i quali la priorità è conciliare vita lavorativa e vita familiare, quindi in una prospettiva novecentesca, a quella di “cittadini attivi” futuri e attuali che possono costruire una nuova democrazia in una società caratterizzata da anonimato e individualismo, per il Congresso dei poteri locali e regionali d'Europa del 2003. A livello nazionale registriamo lo sconfortante primato europeo dell'Italia (insieme alla Polonia) per l'assenza di piani per le politiche giovanili. A livello regionale registriamo l'inizio della costruzione di un processo partecipativo, ma al momento non ci sono elementi disponibili per affermare che questo processo sia già effettivo.
Il sondaggio che ho effettuato direttamente ha offerto risultati interessanti: direi si possono cogliere i tratti di una progressiva polarizzazione tra i “cittadini del mondo” che rivendicano, spesso frustrati, crescente domanda di cittadinanza e di partecipazione, e i “provinciali” per i quali erano e rimangono scarse le opportunità di essere attori protagonisti del proprio mondo.
Una parte di giovani vuole avere voce in capitolo sul proprio destino ed esprime l'insoddisfazione per le scarse opportunità offerte: pur in un panorama debilitante un numero sempre crescente di giovani rimane o diventa vibrante di immaginazione, e tensione al cambiamento. A tutti loro è dedicato questo lavoro.