La Puglia e la partecipazione,
giovani e Mediterraneo
ESTRATTO dalla tesi di laurea "CITTADINANZA ATTIVA E POLITICHE GIOVANILI", di gabriele melendugno
L'insediamento della nuova giunta regionale guidata da Nichi Vendola sembra aver riaperto orizzonti di confronto che sembravano scomparsi negli ultimi anni: si ricomincia a parlare di Mediterraneo, il “mare nostrum” in cui l'Italia si protrae come un molo, dove l'ancoraggio è la terraferma, l'Europa, in particolare l'Europa Occidentale e scorgiamo all'orizzonte l'Africa, l'Asia Minore, le culture arabe, mediorientali, musulmane.
Se spostiamo il centro degli assi del nostro sistema di riferimento dall'Europa all'Italia, notiamo come la Puglia sia il “molo d'Italia”, la penisola su cui erigere il faro più alto che guardi a Sud Est, e la provincia di Lecce in particolare, lo scoglio su cui sarebbe eretto questo faro. Vogliamo sottolineare questa caratterizzazione geografica, invece di riferirci a “Puglia” o “Salento”, preferiamo dire “SudOriente d'Italia”.
Chi abbia calpestato i lembi del SudOriente d'Italia, nel capo di Leuca o fra i cespugli di Torre Sant'Emiliano a sud di Otranto, avrà avvertito come i saperi del corpo si fondono ai saperi della mente.
I profumi intensi dell'origano e del timo selvatico, i cespugli di mirto, il mare azzurro intenso con lievi increspature che si scorgono dalla scogliera alta sul mare, la terra rossa, nutrono la sensazione di un “terreno denso”. Amici padani “new age” mi segnalano come in quei posti, individuati come “sorgenti energetiche”, vengano eccitati dagli intensi “flussi bioenergetici”, come d'altronde nel vicino Castel del Monte, la dimora che ospitò le ricerche esoteriche di Federico II, il regnante illuminato. Gli appassionati di storia in quei posti inizierebbero lunghe e intricate storie di invasioni, guerre, sincretismi: dai Messapi ai Bizantini, dai Greci ai Saraceni, il SudOriente d'Italia è stato per millenni un vassoio di incontri, colonizzazioni, meticciati.
L'economia di questo lavoro ci sconsiglia di inoltrarci nel mondo della narrazione, dai misteri dei dolmen e menhir, agli affreschi del quotidiano che ci offre, ad esempio, la Fluid Video Crew nel film “Italian Sud Est”: ci limitiamo a cogliere tratti che indicano la “densità” di un territorio.
Nella dimensione della “strada” nei paesi, fra i profumi di tabacco steso a seccare sui telai e delle verdure elaborate in mille modi, fra i vecchi seduti al bar e i giovani ignari del loro futuro, possiamo cogliere il senso dell'identità di un territorio, tracce di comunità.
“Tu non conosci il Sud, le case bianche di calce da cui uscivamo al sole, come i numeri, dalle facce di un dado”, ci racconta Vittorio Bodini, poeta salentino.
Un dado oggetto di giochi d'azzardo negli anni del dopoguerra, l'era della colonizzazione americana, della generazione che conosceva per prima la tv, il nuovo grande focolare che informava, educava, intratteneva; contribuiva da un lato all'espansione degli orizzonti culturali dal paese alla comunità nazionale, dall'altro alla dissoluzione delle comunità rurali, secolarizzando tradizioni e promuovendo i valori del capitalismo: mercificazione e monetizzazione di ambiti crescenti della vita sociale e individualismo, fra responsabilità individuale e solipsismo.
La colonizzazione culturale iniziava la sua opera dall'ambito economico, indottrinando tecnici e popolazione al paradigma neoclassico e all'idolatria del PIL; si tentavano svariati e bizzarri “piani di sviluppo” generalmente avulsi dal contesto culturale territoriale, che sarebbero diventati strumenti di corruzione e malaffari, clientelismo, dipendenza, producendo sovente distruzione del territorio, spreco di risorse pubbliche, sfiducia nelle istituzioni.
L'era del “pubblico”, del keynesismo che pompava soldi nelle opere pubbliche, del capitalismo mitigato che prospettava “il posto fisso” insieme all'espansione della spesa sociale in qualche modo faceva il suo corso.
La dimensione del “pubblico” però era una dimensione calata dall'alto e gestita solo dai politici delegati, che ha funzionato nei territori con storia di autogoverno come la Toscana e l'Emilia-Romagna, ma ha manifestato il suo fallimento negli altri territori abituati alla dominazione, come nel nostro Sud Italia, dove resisteva il concetto di “governo” come sinonimo di “colonizzatore straniero”, da cui guardarsi bene. 1
Il concetto di cittadinanza negli ultimi secoli, caratterizzati da dominazione prima e colonizzazione poi, ha mantenuto sempre la costante assenza di partecipazione alla vita sociale, civile, politica; l'unica espressione significativa di partecipazione sociale era la parrocchia, l'oratorio; sul piano “politico”, si registrava comunque un'importante affluenza alle elezioni che per il Mezzogiorno si traduceva in una delega alla Democrazia Cristiana.
Il modello del welfare affonda nel vortice delle necessità della globalizzazione e i modelli neoliberisti prendono il sopravvento: il “pubblico” è sinonimo di “inefficiente” e in un contesto di coinvolgimento prossimo allo zero il sinonimo diventa assioma. Iniziano le privatizzazioni, si smantellano le grandi aziende di stato in gran parte sempre fuori mercato per le logiche di gestione clientelari, e nell'imperativo del “privatizzare” viene trascinato il più possibile dei beni comuni, anche le farmacie comunali con bilanci in attivo, sorgenti d'acqua, sanità, monumenti, etc.
A livello di Regione solo il recente governo Vendola appena insediato inizia ad attivare processi partecipativi con le parti economiche, sociali, e gli enti locali. Ma “questo tipo di coinvolgimento non è di per sé esaustivo per valorizzare tutte le competenze e le esperienze di soggetti sul territorio” 2.
La Regione Puglia – leggiamo – ha deciso di “definire la programmazione strategica regionale 2007-2013 attraverso un processo partecipato dal basso: con il contributo dei cittadini si effettuerà l'analisi dei problemi e dei bisogni del territorio per poi passare alla individuazione degli obiettivi da raggiungere e alla costruzione di un piano di interventi condiviso.” 3
Nel periodo in cui scriviamo siamo in attesa delle iniziative pubbliche già annunciate in maniera informale.
Partecipazione e Mediterraneo, due temi che ricorrono nei programmi e negli interventi della giunta Vendola tanto che “Bollenti Spiriti”, primo “documento di indirizzo per le politiche giovanili”, viene redatto oltre che dai prevedibili Assessorati al Diritto allo Studio, Lavoro e Formazione Professionale, Solidarietà, anche dai nuovi Assessorati alla Trasparenza, Cittadinanza attiva e Mediterraneo.
Un'intenzione manifesta quindi di fomentare lo sviluppo delle relazioni internazionali di prossimità, nella consapevolezza del continuo aumento dei fenomeni migratori e della necessità di integrazione, confronto, dialogo, dai momenti conviviali agli affari, allo scambio culturale, alla formazione, agli incontri giovanili 4: si torna dopo tanti secoli, a tessere trame inedite.
Orizzonti evidentemente alieni ai fautori della “Fortezza Europa” che eclissano le possibilità concrete della partecipazione, dell'incontro e del dialogo interculturale, quando non arrivano alla provocazione, come quella dell'ex Ministro Calderoli 5 o addirittura alle azioni squadriste xenofobe da parte del compagno del partito del suddetto Ministro 6, entrambi sostenuti da diversi milioni di elettori a prova del fatto che la xenofobia è un fenomeno molto attuale e consistente.
A fronte di fenomeni razzisti di massa registriamo un'opposta e più importante tendenza all'apertura e alla costruzione di collettività interetniche e varie iniziative istituzionali tendono a promuovere il dialogo e relazioni arricchenti. Personalmente ho partecipato a uno scambio Euromed 7 in cui ho avuto modo di apprezzare con l'interazione diretta, ad esempio, le grandi risorse culturali delle culture arabe. Rachid, marocchino, senza aver fatto scuole particolari parlava correntemente quattro lingue (arabo, berbero, inglese e francese) e usava tre sistemi di scrittura diversi (arabo, latino, berbero).
Vogliamo fermarci a spendere ancora due parole sul Mediterraneo, convinti che processi di cittadinanza attiva non possono che basarsi su “relazioni di vicinato” cooperative e arricchenti, tanto a livello di quartiere, quanto a livello internazionale. La costruzione di fitte reti di relazioni, in una prospettiva di “federalismo mondiale” ci consente, fra l'altro, di superare la cosiddetta sindrome NIMBY 8 e di andare nella direzione di un governo mondiale, in cui tutti abbiano voce e opportunità di decidere per il proprio destino di abitanti dell'unico mondo che abbiamo a disposizione.
NOTE
1) la fonte è “popolare”, il concetto emerge da interviste informali agli anziani del luogo. torna su
2) Cfr: Pugliattiva - torna su
3) ibidem torna su
4) io personalmente sono coinvolto nella realizzazione di incontri giovanili di educazione non formale nell'ambito di progetti finanziati dal programma “Youth” dell'Unione Europea. torna su
5) Il Ministro, dopo le proteste, gli scontri e le polemiche successive alla pubblicazione di vignette satiriche su Maometto, sfoggia orgoglioso una maglietta dello stesso tipo. Si noti che la religione islamica considera sacrilega la sola raffigurazione di Dio, cosa che si può osservare in qualsiasi moschea dove non si trovano altro che scritte in arabo e mai icone come nelle chiese cristiane. torna su
6) L'on. Borghezio, riconosciuto colpevole in tutti i gradi di giudizio di aver dato fuoco ad un campo nomadi, oltre ad una serie di azioni dimostrative come quella di aver spruzzato insetticida sugli immigrati, rivendica la “accidentalità” dell'accaduto e la “politicizzazione della magistratura”. torna su
7) Programma dell'UE per incontri giovanili per iniziative di educazione non formale, esteso a tutti i paesi dell'UE e del Mediterraneo. torna su
8) Acronimo di “Not In My BackYards” ossia “non nel mio giardino”: ci si riferisce alla tendenza a risolvere problemi in genere ambientali non pensando a soluzioni sostenibili ma scaricando il problema altrove. Gli esempi sono innumerevoli, citiamo il caso di Scansano Jonico, individuato dal governo Berlusconi come sede unica delle scorie nucleari italiane, ha fatto registrare una imponente mobilitazione contro il provvedimento e l'apertura della discussione sulle possibili soluzioni. torna su